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LA FINITURA DELLE SUPERFICI

20. February 2010 13:59
(last updated: 08. April 2010 02:01)
Pubblicato in ARCHITETTURA

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Il marmo comunemente noto nella sua finituta di lucido, e d'altronde deriva dalla parola greca marmairon con il significato di 'risplendere', può presentarsi con diversi tipi di finitura al termine della lavorazione.

(foto: la lavorazione manuale a spacco con martello e scalpello delle piode della Valmalenco che non richiede ne consuma energia )

Lucida - è quella più nota perchè è quella che maggiormente valorizza la cromia e l'effetto riflettente della pietra. Si ottiene attraverso successivi passaggi abrasivi. Non tutte le pietre naturali sono lucidabili.

(immagine: bianco Lasa venato a finitura lucida, dimensioni reali)


A spacco - ottenuta con la semplice azione meccanica che agisce sulla separazione geologica dei materiali.
Tutte le pietre naturali possono essere lavorate a spacco, che è la lavorazione maggiormente rustica e grezza.
Quando si lavora artigianalmente con martello e scalpello per separare le lastre lungo le naturali linea di rottura di un materiale scistoso si ripete l'antico metodo di lavorazione che ha permesso di costruire senza inquinare i terrazzamenti delle nostre valli; tetti, muri e pavimenti delle abitazioni come i ponti e le strade delle alte valli alpine. In ogni caso anche se spaccato con le macchine presenta un impatto ambientale minore degli altri materiali da costruzione.

(immagine: pietra di Credaro a spacco, dimensioni reali)


Spazzolata - il grado di lavorazione intermedio tra lucida e levigata. La rugosità superficiale è inferiore al millimetro

(immagine: serpentino Torre spazzolato effetto bagnato, dimensioni reali)


Sabbiata - deriva dall'azione di un getto di sabbia ad alta pressione sul marmo e di graniglia metallica sul granito. Gli stessi risultati sono ottenibili con nuovi processi chimici anticanti.

(immagine: serpentino Torre sabbiato, dimensioni reali)

Bocciardata - ottenuta con la tecnica della percussione sulla superficie con un punte metalliche. E' una lavorazione storica impiegata nelle strutture classiche o ad esse ispirate simile a quella degli scalpellini.

(immagine: Basalto di Orvieto bocciardato fine, dimensioni reali)

Levigata - ottenuta anch'essa con passaggi abrasivi limitati ad ottenere una superficie liscia non lucida, particolarmente utile contro lo scivolamento della finitura lucida quando bagnata
Fiammata - utilizzando il cannello ossidrico ed il repentino raffreddamento ad acqua si provoca la scagliatura della superficie con un ottimo risultato estetico peraltro fortemente antiscivolo.
A piano diamante - recente soluzione ottenuta limitando la lavorazione alla prima fase di segagione.
Burattata - ovvero la consumazione di angoli e spigoli per ottenere angoli smussati.
Scalpellata - superficie grezza lavorata con le scalpellatrici automatiche
Rigata - grezza e solcata da righe parallele uttenute da scalpelli automatici.

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